Papavero

C’è un papavero nell’aiuola disordinata del cortile. Un solo, tremulo, papavero rosso, che spicca in una distesa verde e confusa. C’è del buono in quel papavero rosso, del buono nel suo essere solo e diverso, colorato e vivo. Si percepisce alla prima occhiata.

Mi chiedo se mai qualcuno, a causa della forte rabbia che prova nei confronti del mondo, deciderà mai di scaricare la propria frustrazione su questa povera piantina. C’è gente che crede sia lecito fare del male, gente che la considera una vendetta, gente che crede sia quasi una missione, mostrare ai buoni, quanto crudele sia il mondo. Nessuna persona del genere, finora, mi aveva voluto bene. Nessuna persona del genere mi aveva mai detto cose tanto belle prima di mostrarmi la gioia, da lei provata, nell’avere una parte così marcia.

 

Quando una persona dimostra di avere volti così diversi, a cosa si deve credere? Si deve smettere d’amarla perché non la si capisce e non la si riesce a cambiare?

 

Mi sento tanto inutile e triste… non doveva finire così.

 

Fuori c’è il sole.

Papaveroultima modifica: 2011-04-09T14:29:42+00:00da aesha
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2 pensieri su “Papavero

  1. Ecco brava, pensa al sole, pensa alle cose belle della vita, pensa che quando si chiude una porta si apre un portone, pensa che sei giovane, pensa che nella vita avrai tante altre occasioni, pensa chi non mi vuole non mi merita.
    Nessuno è inutile nella vita, tutto serve, tutto fa parte del grande ingranaggio della vita, se ad un’auto levi anche una piccolissima parte di essa non sarà più la stessa.
    In quanto alla tristezza, fai come faccio io, pensa, pensa ma chi se ne frega, ma chi se ne frega.
    Ciao

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