Serpenti

L’altra mattina mi sono sentita pesante … vestita per bene, di ritorno dal ristorante, in macchina, intrappolata in quei bei vestiti aderenti, con i tacchi alti e il cappottino corto, non mi sono più sentita me stessa. Ho avuto voglia di indossare di nuovo i miei shorts, una canotta semplice, colorata, un paio di scarpe da ginnastica e uscire così, per la città grigia e vuota della controra. Avrei vagato a questo modo senza correre, camminando piano, pianissimo, inseguendo i miei pensieri senza voglia di afferrarli, anzi, lasciandoli vagare per la città, per le strade, per i vicoli. Come serpenti avrebbero strisciato tra le crepe, tra le spaccature dei marciapiedi, attorno ai tombini, sarebbero fuggiti da me e avrebbero portato lontano il loro pesante veleno.

Avrei voluto svuotarmi e dimenticare tutte le differenze che ci dividono, smettere di pensare alle vostre abitudini, ai vostri standard che io non condivido e che non posso e non voglio raggiungere. Smettere di pensare a tutti i dubbi che ho e che tu hai fatto nascere in me.

 

Serpentiultima modifica: 2010-04-28T14:50:00+00:00da aesha
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8 pensieri su “Serpenti

  1. Lo so che sei arrabbiata per i serpenti, ma quando andrai nel mio blog ti arrabbierai anche con me, hoo Marziana, volevo aggiungere colore alla colonna e ho combinato la frittata,per caso hai una copia della mail che mi avevi mandato con le spiegazioni?
    Ok , mi devo fare sempre riconoscere, ma ho l’attenuante dell’influenza, che dici?
    E meglio che torni al lavoro? eddai ma ho la febbre
    Va bhe perdonami
    Un abbraccio da CIMABUE 🙁

  2. Ciao, hai perfettamente ragione, pero al contrario di come dice il detto, “ l’abito non fà il monaco”, effettivamente invece l’abito fa proprio il monaco, dovunque vai sei trattato così come ti presenti, se ti presenti con abiti dismessi sei trattato in un modo se invece ti presenti ben vestito sei trattato in tutt’altro modo.
    Ormai in questa società del menga in cui viviamo conta più l’apparire che l’essere.
    Un esempio, diversi giorni fa, venivo dalla campagna ed ero sporco di terra, panni vecchi (che uso solo per la campagna), barba senza fatta da oltre una settimana, insomma per farla breve ero combinato come uno dei barboni che dormono alla stazione, sono entrato in un’edicola di un paese vicino in cui non mi conosce nessuno, il gestore mi guardava in modo quasi sospetto come se dovessi rubare qualcosa, quando ha visto che ho preso riviste, fumetti e un DVD per 50 euro e quando per pagare mi a visto tirare fuori il portafoglio (che non riusciva nemmeno a stare chiuso, vi erano dentro quasi 10000 euro, il libretto degli assegni e due carte di credito), ho visto la faccia del gestore cambiare espressione, ci mancava solo che mi mettesse il tappeto rosso, mi ha aperto anche la porta per farmi uscire. Vedi pochi minuti prima non valevo nulla ero guardato quasi come un ladro, dopo ero diventato una personalità ecco in che società viviamo, non conta l’essere ma solo l’apparire. In questo caso a farmi apparire era il mio portafogli.

  3. @ ilpuntino:
    Mi pare di sentire un filo di malinconia nelle tue parole ma, non capisco… è stato un incidente o sei stato tu a decidere di dare un taglio netto a tutto?
    Anche se le lancette corrono tu sei ancora qui, non hai abbandonato questo fragile mondo virtuale e, anzi, per la prima volta sei addirittura qui, sul mio blog, a lasciare una tua traccia.
    Spero che tu abbia salvato i tuoi post, erano bellissime gocce di vita.

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