Io seme

L’inverno era ormai vicino ma il cielo era ancora limpido e azzurro il giorno in cui, quel piccolo semino, cadde sull’immensa lastra di ghiaccio. A lui pareva così bella e maestosa quella lamina! Era dura, indistruttibile, capace di riflettere la luce. Era così brillante!

Era fermamente convinto che non fosse mai stata nient’altro che quello, gli pareva non avesse alcun passato e alcun futuro… paga della sua perfezione lui aveva l’impressione che non fosse mai mutata.

Il semino per molto tempo tentò di parlare con la lastra, non vi era nulla’altro che gli interessasse al mondo, ma lei, cocciuta e ostinata, continuava a mantenere il suo silenzio, impassibile, e sembrava non accorgersi nemmeno della sua presenza.

Ben presto arrivò l’inverno, forse il più freddo e rigido mai visto, ma la lastra, perseverando nella propria indifferenza, rifiutò di consolare il povero seme, che soffriva moltissimo la solitudine e il gelo. Chissà quanto tempo il piccolo seme avrebbe resistito se, un bel giorno, non fosse arrivata la primavera a scaldargli l’anima.

Perduta la speranza, il semino ormai si accontentava di rimirare la bellissima lastra splendere sotto al sole, amandola ogni giorno di più, in silenzio.

Anche la primavera trascorse, arrivò l’estate e il semino, ancora pieno di vita, non parlava più da mesi con la grande lastra che, lui non riusciva a capire perché, stava mutando. Il tenue e costante calore del sole la stava indebolendo poco a poco ma il seme, fiducioso nella forza della lastra, continuò a rimanere in silenzio, sicuro che lei ce l’avrebbe fatta.

Un mattino, quando il seme, al sorgere del sole, si sveglio, notò che, solamente nel punto in cui egli si trovava, il ghiaccio era un po’ meno duro, ricoperto da un sottile strato d’acqua.

Senza rendersene conto a poco a poco il seme si schiuse e da lui crebbero piccole radici che penetrarono il ghiaccio, piano, quasi senza causare scricchiolii. Si sentiva diverso, più maturo, più grande e non era mai stato così felice.

La lastra non aveva ancora mai parlato al piccolo seme ma, lui ne era sicuro, ormai le parole non servivano più.

Io semeultima modifica: 2009-11-21T15:02:50+00:00da aesha
Reposta per primo quest’articolo

6 pensieri su “Io seme

  1. Il seme cerca con tutte le sue forze di risorgere. di riemergere alla luce. Spunta un germoglio che piano piano si allunga fino ad uscire timidamente dalla terra. E’ un filo appena che però cresce, sfida le intemperie, diventa una piccola pianta verde e forte. In giugno, quando vediamo le spighe di grano che ondeggiano nel vento, dobbiamo pensare a questo meraviglioso processo della natura. Per ogni spiga c’è stato un periodo di buio e di silenzio che ha preparato la nascita e l’esplosione nel sole. Anche la nostra vita è così: ogni volta che precipitiamo nel buio, dobbiamo trovare in noi la forza per riprenderci perchè questo mondo è un paradiso, e non capirlo è come vivere all’inferno.
    —-
    Grazie per il passaggio e il commento. Buona settimana.

  2. Mi fai venire in mente un bellissimo fiore,di cui non ricordo il nome, ma che germoglia e spunta in pieno inverno sotto la neve..tu pensa quanta forza deve metterci,quanta voglia di vivere e e di vedere la luce!
    Meraviglioso! Ti lascio un sorriso aesha buon inizio settimana.

  3. Anche se la lastra di ghiaccio non parlava col seme,la vita ci insegna che “l’inverno” delle nostre esperienze nonostante ci faccia soffrire ci rende anche piu’ forti e piu’ reattivi, ci modifica e ci fa crescere imparando a cercare e a trovare una nuova primavera dentro il nostro cuore, siamo come le stagioni
    L’inverno è un periodo in cui ci si ritira all’esterno, la terra riposa, dorme, rinnova la propria forza
    Il terreno raccoglie le energiee, quando giunge la luce della primavera, e’ pronto a esplodere in boccio
    ed il seme diventa uno splendido fiore colorato che si scalda al sole

  4. Un pizzico di noi come piccole briciole
    sono comuni a molte anime
    e ci sono sensazioni che non conoscono il confine della pelle…
    passano attraverso il respiro…
    e le respiriamo nell’aria
    il mio augurio è che dalle radici cresca una pianta rigogliosa…
    il ghiaccio è solido… difficile da penetrare…
    ma il fango anche se è molle soffoca e non da nutrimento…
    Buona serata e torna quando vuoi
    Bricciole 🙂

Lascia un commento